L’Arbitro Bancario Finanziario è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie che possono nascere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari finanziari. Vediamo qualche dettaglio della struttura.

ABF: caratteristiche

L’ABF:

• è autonomo e imparziale ed è sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia.

•  è un’alternativa al giudice, più semplice, rapida ed economica.

• prevede ricorso in modo autonomo e online.

• non serve l’assistenza legale o l’aiuto di un professionista.

Ogni Collegio è composto da cinque membri:

• il Presidente e due membri designati dalla Banca d’Italia;

• un membro designato dalle associazioni degli intermediari;

• un membro designato dalle associazioni che rappresentano i clienti (consumatori e imprese).

Quando ricorrere all’ABF

Chi può contattare l’ABF?

  • chi ha avuto rapporti contrattuali
  • o chi è entrato in relazione con un intermediario per servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento

Se la controversia riguarda conti correnti, mutui, prestiti personali, si può ricorrere all’ABF quando si chiede:

• una somma di denaro per un importo non superiore a 200.000 euro;

• l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà (ad esempio, per la mancata consegna della documentazione di trasparenza o la mancata cancellazione di un’ipoteca dopo l’estinzione di un mutuo), in questo caso senza limiti di importo.

Allo stesso modo, non si può ricorrere all’ABF se la controversia:

• riguarda servizi o attività con finalità di investimento (ad es. negoziazione o collocamento di titoli, consulenza in materia di investimenti, gestione di patrimoni): per questo, c’è l’Arbitro per le Controversie Finanziarie – ACF (https://www.acf.consob.it/);

• riguarda beni o servizi diversi da quelli bancari e finanziari;

• riguarda operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2009;

• è già sottoposta all’autorità giudiziaria o è già all’esame di arbitri o conciliatori.

Il ricorso all’ABF è tuttavia possibile se una procedura di conciliazione o mediazione non va a buon fine o se è stata avviata dall’intermediario e il cliente non vi ha aderito.

È possibile presentare un ricorso nei confronti di:

• banche;

intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’art. 106 del Testo Unico Bancario (TUB);

• confidi iscritti nell’elenco di cui all’art. 112 TUB (fino alla istituzione dell’elenco di cui all’articolo 112 del TUB, per i confidi diversi da quelli tenuti ad iscriversi all’albo previsto dall’articolo 106 del TUB., si fa riferimento all’elenco generale dedicato ai confidi minori ai sensi dell’art. 155, comma 4, del TUB);

• istituti di pagamento (IP);

• istituti di moneta elettronica (IMEL).

  • banche e intermediari esteri che operano in Italia e non sono sottoposti a un sistema stragiudiziale che fa parte della rete europea Fin-Net.

Occorre inviare un reclamo scritto all’intermediario, che ha di norma 60 giorni per rispondere (salvo casi particolari, ad es. in materia di servizi di pagamento dove il termine è di 15 giorni lavorativi).

Se l’intermediario non risponde o lo fa in modo poco convincente, si potrà fare riferimento all’ABF, al massimo entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo all’intermediario. Trascorsi 12 mesi si dovrà presentare un nuovo reclamo.

Costo del ricorso

Il ricorso costa soltanto 20 euro (come contributo spese per la procedura). Nel caso in cui ricorso venga accolto, anche solo in parte, l’intermediario dovrà rimborsare la cifra di 20 euro, salvo i casi espressamente disciplinati dalle Disposizioni ABF in cui non è previsto il rimborso del contributo.

L’intermediario ha 45 giorni dalla ricezione del ricorso per presentare le proprie controdeduzioni, poi:

• sarà possibile replicare alla documentazione presentata dall’intermediario entro i 25 giorni successivi;

• l’intermediario può trasmettere le controrepliche nei 20 giorni successivi.

La comunicazione dell’esito del ricorso sarà ricevuta entro 90 giorni dalla data di completamento del fascicolo. Questo termine potrà essere prorogato, comunque per un periodo complessivamente non superiore a 90 giorni, se il ricorso è di particolare complessità (es. per la specificità della materia trattata; in caso di rimessione del ricorso, o di altro ricorso pendente sulla stessa questione, al Collegio di coordinamento).

Rispondi