In questo approfondimento, diviso per parti, l’avv. Fabrizio Monopoli ci spiega in parole semplici la materia relativa al rimborso della cessione del quinto, dando un volto più nitido a una vicenda apparentemente complessa, ma che si sostanzia nella più banale e semplice lotta tra due interessi confliggenti: il potere delle banche per un verso e la tutela del consumatore per altro.

Il punto di partenza è la cessione del quinto, che rappresenta la forma di finanziamento più diffusa nel nostro Paese e anche quella più garantita dalla prospettiva degli istituti finanziari.

In una prima parte, l’avv. Monopoli inizia affrontando definizioni, caratteristiche e modalità di ricezione della materia.

Nella seconda parte, cominciando dalla direttiva 23/8/2008, n. 2008/48, che ha ribadito il principio già stabilito dall’art 125 del TUB statuendo che “Il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto”, vengono messi in risalto gli interventi di Bankitalia, la nascita dell’ABF, l’intervento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nella terza sezione dell’approfondimento, si mettono in luce le sentenze dei Tribunali italiani che hanno confermato il principio per cui in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito.

Per concludere, la prassi di procedere al rimborso potrà consolidarsi solo se Bankitalia, che ha un’enorme responsabilità sul tema, saprà dimostrare di essere un organo autorevole e in grado di far rispettare le regole dal sistema bancario, attitudine questa sino ad ora nascosta. Diversamente, sarà necessario ancora del tempo e la situazione si sbloccherà solo con una pronuncia da parte della Corte di Cassazione che fughi ogni dubbio circa l’obbligo di rimborso. Ma sino ad allora le banche avranno evitato tanti, ma proprio tanti rimborsi…

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