Entro il 28 febbraio tutta la Pa deve consentire l’accesso online con identità digitale. Dall’avvento dell’emergenza sanitaria, i servizi al cittadino sono diventati prettamente online e richiedono l’utilizzo di sistemi digitali di riconoscimento della propria identità.

Cosa è SPID e come funziona

Con il Sistema Pubblico d’Identità Digitale – SPID puoi accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti, con una coppia di credenziali (username e password) personali.

Diversi i modi per attivarlo, gratuitamente o a pagamento, sul sito di uno dei gestori di identità abilitati. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID è gratuito per il cittadino. Per attivare SPID occorre essere maggiorenne e in possesso di un documento di riconoscimento italiano valido e di una tessera sanitaria o del tesserino del codice fiscale.

Sul sito messo a disposizione dall’Agenzia per l’Italia digitale è disponibile un elenco di domande e risposte sulla materia a cui fare riferimento: https://www.spid.gov.it/domande-frequenti

Dove usare SPID

Con SPID è possibile accedere ai servizi di oltre 5.300 tra amministrazioni locali e centrali, enti pubblici e agenzie.

  • Per conoscere la lista dei fornitori di servizi privati che hanno aderito a SPID, consulta l’elenco.
  • SPID è anche la chiave di accesso ai servizi pubblici europei. Con la propria identità digitale potrai accedere ai servizi online degli Stati membri che hanno aderito al nodo eIDAS italiano. Scopri di più su come utilizzare la tua identità digitale in Europa.

Il Sistema presenta naturalmente dei vantaggi, e in particolare è:

Semplice: permette prenotazioni sanitarie, iscrizioni scolastiche, accesso alla rete wi-fi pubblica, pratiche d’impresa con un’unica password

– Sicuro: l’accesso ai servizi è protetto, anche grazie a verifiche di sicurezza fino a tre livelli. I tuoi dati non sono profilati e la tua privacy è garantita

 – Veloce: accedi velocemente ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti ovunque ti trovi e da qualsiasi dispositivo

La speranza è che, a poco meno di un mese di distanza dalla scadenza fissata dal decreto legge Semplificazioni (articolo 24 del Dl 76/2020), le Pa che sono ancora in ritardo, possano mettersi in regola e agevolare i servizi ai cittadini.

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