Nell’ambito delle opere edilizie sentiamo spesso nominare molto spesso la parola “Cila”. Cosa si intente allora? La Cila è una Comunicazione di inizio attività asseverata che deve essere presentata da parte di un tecnico abilitato. Viene richiesta per tutti i lavori che rientrano nella manutenzione straordinaria “leggera”, ovvero quelli che non incidono sulle parti strutturali dell’immobile e non comportano una modifica della destinazione d’uso, della sagoma e dei prospetti dell’edificio.

Una volta presentata la Comunicazione, è possibile procedere con i lavori senza alcuna autorizzazione da parte degli uffici comunali. Va specificato che la normativa non prevede una specifica durata temporale della stessa. Vediamo i dettagli su questo argomento nei paragrafi seguenti.

La Cila deve essere presentata da questi soggetti:

  • dal proprietario dell’immobile o da chiunque sia titolare di un diritto reale sul bene come ad esempio l’usufruttuario;
  • dall’inquilino, con il consenso del proprietario dell’immobile;
  • dal progettista dei lavori o da un altro tecnico abilitato, su delega del titolare. In ordine a quest’ultimo, è opportuno evidenziare che il coinvolgimento di un professionista abilitato è comunque necessario per la compilazione delle dichiarazioni e asseverazioni di sua competenza.

Gli interventi comprendono:

  • lo spostamento di pareti interne e di infissi;
  • la realizzazione di una piscina esterna;
  • il rifacimento dell’impianto elettrico, idrico, di riscaldamento, di condizionamento e di climatizzazione;
  • il frazionamento e l’accorpamento di unità immobiliari;
  • nuovi allacciamenti fognari o il rifacimento di quelli già esistenti.

A redigere il documento deve essere un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra), a cui spetta il compito della compilazione di uno specifico modulo scaricabile dal sito del Comune interessato o da altri siti specializzati. Il professionista sarà tenuto a dichiarare che gli interventi:

  • sono conformi ai regolamenti edilizi vigenti e agli strumenti urbanistici approvati;
  • sono compatibili con la normativa in materia sismica e sul rendimento energetico nell’edilizia;
  • non interessano parti strutturali dell’edificio.

Nella documentazione andranno allegati:

  • gli elaborati grafici (inquadramento territoriale, stato di fatto, progetto e comparativa);
  • la relazione asseverata del tecnico;
  • le fotografie dello stato dei luoghi;
  • la ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria, se dovuti;
  • la ricevuta di pagamento dell’eventuale oblazione, qualora l’intervento è già in corso di esecuzione o è terminato (Cila in sanatoria e Cila tardiva);
  • la notifica preliminare.

Il modulo della Cila deve riportare:

  • i dati anagrafici del titolare (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, ecc.);
  • i dati della ditta esecutrice dei lavori (nome, partita iva, codice fiscale, indirizzo, ecc.);
  • i dati del procuratore/delegato;
  • le dichiarazioni relative a titolarità dell’intervento e opere su parti comuni o modifiche esterne (le opere da realizzarsi non riguardano parti comuni oppure riguardano parti comuni)
  • la comunicazione della necessità o meno di altri atti di assenso;
  • la qualificazione dell’intervento;
  • la data di inizio lavori;
  • l’eventuale pagamento di sanzioni;
  • la localizzazione dell’intervento (indirizzo e dati catastali);
  • i tecnici incaricati;
  • il rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • il rispetto della normativa sulla privacy.

Il tecnico effettua una descrizione dell’opera e dichiara le eventuali altre segnalazioni, comunicazioni ed asseverazioni, le autorità competenti e gli ulteriori altri atti di assenso da acquisire.

La Cila va presentata prima dell’inizio dei lavori al Comune nel cui territorio è ubicato l’immobile oggetto dei lavori, telematicamente, per il tramite dello Sportello unico per l’edilizia (Sue).

Vanno poi considerate due “varianti”, ovvero:

  • Cila in sanatoria: se la stessa dovesse essere successiva e gli interventi sono ancora in corso di esecuzione: in questo caso si dovrà corrispondere una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 333 euro.
  • Cila tardiva: quando le opere sono state già eseguite, e in questo caso la sanzione sarà pari a 1.000 euro.

Una volta conclusi gli interventi è consigliato presentare in Comune la comunicazione di fine lavori con il collaudo a firma di un tecnico abilitato.

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